Giorgio Bargiani, Head Mixologist al The Connaught Bar

Da Londra abbiamo intervistato Giorgio Bargiani, dopo un webinar online tenuto per la Scuola di Nonsolococktails.

Se dico COCKTAIL qual è la prima sensazione o immagine che ti viene in mente?

L’immagini del bicchiere del cocktail Martini è immediata. Perché quando parli di cocktail non pensi necessariamente a un sapore o a una ricetta; pensi all’icona che più rappresenta il tuo legame con quel mondo. Per me il Martini è il simbolo non solo di un cocktail senza tempo, ma della mia storia al Connaught Bar, del percorso e dei traguardi con il team, del nostro modo di fare hospitality, ed è anche e soprattutto una forma che associo con l’eleganza più assoluta nella miscelazione.


Dal punto di vista professionale e/o personale, che legame hai con il mondo della mixology? Raccontaci qualcosa di te e di quello che fai.

Io dico e penso di fare soprattutto intrattenimento. I cocktail sono uno strumento per creare connessioni, per stabilire contatti e conversazioni con le persone. Si crea un’atmosfera che va al di là del drink, che parte dal suono dello shaker, dal sorriso di chi ti serve e coinvolge tutti gli elementi di quella stanza. Il bar è un posto davvero speciale, non è solo una destinazione per bere.


Quando hai bevuto il tuo primo drink e quale drink era? Che ricordo hai di quel momento?

A quanto mi è stato raccontato, il mio primo drink risale a quando mio nonno lasciava il suo caffè corretto incustodito, con un po’ di fondo rimasto e io, pensando di non essere visto, andavo ad assaggiarlo. In età adulta e con un ricordo un po’ più vivido, direi che il mio primo cocktail è stato un Negroni, quell’icona di cui tutti parlano e che non vedi l’ora di assaggiare quando arriva il momento. Da bravo toscano, mi sono attenuto alla tradizione.


Tra 20, come ti immagini saranno i cocktail e mixology?

Il mondo cocktail è in continua evoluzione, segue le orme e le tendenze del gusto. Difficile fare una previsione a 20 anni, ma posso senza dubbio fare e farci un augurio. Che i cocktail continuino a far stare insieme le persone, a far passare bei momenti e a creare ricordi, sia per il palato che per la mente.


Se tu fossi un cocktail, quale sceglieresti per descriverti?

Scontato, un cocktail Martini: gin per onorare la città dove vivo; una buona dose di vermouth per non scordarmi da dove vengo; mescolato e non agitato; fresco e pungente come un twist di limone di Amalfi.